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Il Carmine

Storia di un quartiere crocevia

Il quartiere Carmine, situato nel cuore di Brescia, è senza dubbio uno dei casi più complessi di quartiere d’immigrazione in Lombardia. Un quartiere che ha mutato la propria composizione sociale, cambiando pelle, forma, colori: quartiere industriale alla sua nascita tra il XII e il XIII secolo, luogo di traffici e di commerci, di produzione artigianale e industriale, da sempre quartiere malfamato legato ad alcune attività illecite, storico quartiere della prostituzione, e poi in anni più recenti luogo privilegiato di accoglienza di popolazioni immigrate dal sud del mondo alla ricerca di un approdo a partire dal quale ricominciare una nuova vita.

 

Quello che succede al Carmine non è mai un inedito: più che un quartiere residenziale, il Carmine è sempre stato un quartiere di facile entrata e facile uscita, un quartiere ’porto’. È stato un quartiere che ha ospitato biografie molto marginali e complesse, ma ha sempre avuto una convivenza estremamente felice tra povertà e solidarietà. Pur essendo un quartiere di composizione complessa, è sempre stato molto ospitale. L’ospitalità è una sua vocazione: dapprima erano le prostitute; poi il fenomeno dei transessuali; l’immigrazione del sud; l’immigrazione dal terzo mondo.

L’inedito non è poi così un inedito, ma il rifarsi di una vocazione propria del quartiere. Abitare nel quartiere Carmine di Brescia significa vivere in una zona della città di cui tutti, almeno una volta, hanno sentito parlare; una zona che desta interesse e fascino ma che per tanto tempo, e talvolta ancora oggi, impaurisce e spaventa. Crescere al Carmine significa leggere lo stupore negli occhi delle persone a cui ti presenti nel momento in cui gli dici che vivi proprio lì, che vai a scuola lì, che cammini per le vie da sola con il benestare dei tuoi genitori, che alla festa della scuola, alle elementari, hai cantato e ballato una canzone ghanese e una albanese e che nella tua classe, alle medie, su venti ragazzini ce ne erano sei Italiani.

Nascere negli anni Novanta al Carmine significa vedere ogni giorno sotto casa la polizia che perquisisce gli spacciatori, o vedere una persona che si sta bucando proprio accanto a quella macchina parcheggiata. Essere un’adolescente al Carmine significa leggere sui giornali che bisogna avere paura ad attraversare le vie che tu conosci a memoria, ma significa anche avere dei genitori che ti spiegano che il pericolo non sta nell’incontro, che il Carmine è sempre stato ’movimentato’ ma che questa è proprio la sua qualità.

 

Abitare nel quartiere Carmine di Brescia significa vivere nella diversità, nella molteplicità di luoghi, edifici, attività e persone. Una diversità che offre numerose occasioni di incontro quotidiano che talvolta può diventare scontro. Una diversità che si incontra a scuola, nei negozi e nelle strade che, da sempre, vengono vissute ed attraversate in modo massiccio dagli abitanti e, per ragioni che sono cambiate nel corso del tempo, da persone residenti altrove.

 

(photo Radioondadurto - testo Lucia Dell’Aversana)